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CREA COMUNICATO 10 luglio 2026 Nomina dei direttori dei Centri: perplessità sulle scelte del CREA

 

 

In questi giorni si stanno completando le procedure per la nomina dei direttori dei dodici Centri di ricerca del CREA.

Lo Statuto prevede che i direttori possiedano un adeguato profilo scientifico nelle materie di competenza del Centro cui sono destinati. Tuttavia alcune delle nomine finora emerse suscitano forti perplessità, sia per quanto riguarda la coerenza dei profili scientifici con gli ambiti di attività dei singoli Centri, sia rispetto alle competenze gestionali richieste per ricoprire un incarico di tale rilevanza.

Anche le modalità con cui si è svolta la selezione destano preoccupazione. La valutazione dei candidati si sarebbe sostanzialmente limitata a un colloquio telematico con il Presidente del CREA, in alcuni casi della durata di pochi minuti: un tempo sensibilmente inferiore a quello normalmente dedicato alla selezione di figure professionali con responsabilità ben più limitate.

Trattandosi di una procedura basata su una manifestazione di interesse e non di un concorso pubblico, non risultano inoltre disponibili informazioni sufficienti sui criteri concretamente adottati, sulle modalità di valutazione comparativa dei candidati e sulle motivazioni alla base delle scelte effettuate. In assenza di elementi trasparenti e verificabili, rimane quindi il dubbio che le decisioni siano state assunte con un margine di discrezionalità eccessivamente ampio e non sempre sulla base della piena corrispondenza tra competenze possedute e caratteristiche del Centro da dirigere.

Le nomine hanno generato sconcerto e preoccupazione tra il personale, anche perché, per alcuni dei Centri interessati, erano state presentate anche candidature interne delle quali conosciamo con certezza l’elevato profilo scientifico e professionale.

A ciò si aggiungono gli interventi apparsi sulla stampa e le prese di posizione provenienti dalla comunità scientifica del settore agronomico, che rischiano di compromettere l’autorevolezza e la reputazione del CREA. A questo riguardo ci domandiamo quali conseguenze potrebbero produrre sul funzionamento e sulla credibilità scientifica dell’Ente le scelte effettuate in proposito dal Presidente e dal Consiglio di Amministrazione.

Come Organizzazione sindacale, continueremo a vigilare con attenzione sul funzionamento del CREA, sulla tutela della libertà e dell’autonomia della ricerca e sulle opportunità di crescita e sviluppo professionale dei ricercatori e dei tecnologi.

FGU (Federazione GILDA UNAMS) Dipartimento Ricerca

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